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Splendido numero d’annata della collana “Segretissimo“, con un autore mitico e copertina di Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

212. Praga: cortina di tornasole [Mark Girland 3] (Have this one on me, 1967) di James Hadley Chase [20 dicembre 1967] Traduzione di Bruno Just Lazzari
Inoltre contiene il saggio:
[Segreti di ieri] Il mistero di A-54 (quarta puntata), di Roger Gheysens

La trama:

Girland, il moschettiere dell’era atomica, s’è fatto molti nemici. «Tombeur des femmes», campione di karatè, rotto a tutte le imprese, l’ex agente segreto lavora ormai per suo conto. Cavalleresco e magnanimo, soprattutto nei confronti dei suoi peggiori nemici, ama la vita violenta e avventurosa quanto ama il dio denaro. E così, quando in un bar di Saint-Germain-des-Prés un G.I. disertore gli propone di andare a recuperare un malloppo nascosto in una statua di legno a Praga, Girland non si tira certo indietro. Anzi: parte a testa bassa. Ma subito si accorge di trovarsi di fronte a un muro. O meglio, a una cortina di silenzi e di omertà, che nasconde una fitta rete d’intrighi di cui la statua non è che una semplice maglia. La missione si rivela quindi una sorta di cartina di tornasole sia per l’abilità di Girland sia per i servizi segreti interessati all’oscura e aggrovigliata vicenda. Non a caso Segretissimo ha scelto un romanzo di Chase come Numero Speciale di Natale.

L’incipit:

Il «Caravelle» da Praga atterrò all’aeroporto di Orly all’ora prevista. Fra i passeggeri che si allontanavano dall’apparecchio c’era un piccolo uomo tarchiato, sui quarantacinque anni, dalla faccia tonda, banale, e dagli occhi grigio-acciaio vivi e attenti. Indossava una giacca sportiva a quadri marrone e nero, calzoni di flanella grigia, e un cappello di paglia marrone. Stringeva in mano una vecchia borsa nera che, nei cento minuti del viaggio, aveva sempre tenuta sulle ginocchia.
L’uomo si chiamava Jonathan Cain. Era in possesso di un passaporto americano e aveva un ufficio di due locali in rue Paul Cézanne, vicino alla rue du Faubourg St.-Honoré. S’incaricava di acquistare cristalli di Boemia per conto delle grandi ditte di New York e di Washington. Ogni quindici giorni, prendeva l’aereo per Praga dove le sue ordinazioni di cristalli erano accolte con considerazione e sollecitudine. I cechi avevano bisogno di valuta estera, ed era precisamente ciò che Jonathan Cain forniva loro, con regolarità e in proporzioni per niente trascurabili.
Cain entrò a passo scattante nell’aerostazione, si sottopose al controllo della polizia e della dogana, salutato al passaggio da un breve cenno del capo dell’impiegato che lo aveva riconosciuto. Si ritrovò allora sotto il sole cocente; fece segno a un tassì che aspettava e ordinò all’autista di condurlo in rue Royale.
Quando il tassì si mosse, Cain diede un’occhiata attenta e scrutatrice dal finestrino posteriore. Nessun altro tassì della fila si era mosso, ma non fu del tutto rassicurato. Continuò a guardarsi indietro mentre il tassì acquistava velocità sull’autostrada che portava verso le vie affollate del centro di Parigi.
Cain aveva delle buone ragioni per essere prudente, perché non faceva solo l’importatore di cristalleria; Cain era anche uno dei più quotati «corrieri» della C.I.A. a Parigi. Il suo compito consisteva nel mantenere il contatto fra i vari agenti americani che operavano dietro la cortina di ferro, trasmettere informazioni, portare messaggi a Parigi e controllare il lavoro degli agenti per essere sicuro che i quattrini che gli si davano se li meritavano davvero. Soprattutto, doveva accertarsi di una cosa: che nessuno di loro fosse «bruciato».
Questa volta, tornava da Praga con delle notizie inquietanti. Gli succedeva raramente di mettersi in contatto con John Dorey, il direttore della C.I.A. a Parigi, perché sarebbe stato molto pericoloso per lui essere visto in compagnia di Dorey; ma la situazione era tale che un colloquio con Dorey era assolutamente necessario. Ecco perché Cain doveva stare attento a non essere seguito.

L’autore:

James Hadley Chase è nato a Londra nel 1906. Spirito indipendente, se ne andò di casa giovanissimo, guadagnandosi da vivere vendendo enciclopedie casa per casa. Nel 1939 scrisse Niente orchidee per Miss Blandish che riscosse un immediato successo. È tuttora il suo romanzo più venduto nel mondo. Da allora, ha dato alle stampe circa cento romanzi, quasi tutti ambientati in America.

L.

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